L'incidente in bicicletta di Joyce Carol Oates: Una indagine emotiva di perizia tagliente
L’incidente in bicicletta è un racconto lungo di Joyce Carol Oates, autrice americana più volte finalista del Premio Pulitzer e vincitrice del Premio Raymond Chandler. Il passo e la cifra stilistica della Oates, che siano espressi nella forma breve o in quella lunga, sono inconfondibili. Tensione narrativa e indagine emotiva eseguita con perizia tagliente e vibrante sono le caratteristiche che rendono i suoi scritti stratificati e intensi.
Siamo in una cittadina di una provincia americana qualsiasi,
come ce ne sono tante, in un giardino allestito a festa per celebrare il
fidanzamento della nipote di Arlette; quest’ultima è la madre di Evie, una
ragazzina di tredici anni, la maggiore di due di fratelli. Un rapporto madre
figlia appena accennato nelle prime pagine, ma dai comportamenti e dai dialoghi
che si svolgono nella confusione dei preparativi in cucina, ci fa intuire le
complessità della relazione tra le due, fatta di frizioni e di quei micro e
sfiancanti pregiudizi della borghesia americana.
Evie scappa dalla festa in bicicletta e sul ponte più
pericoloso della piccola città ha un incidente quasi mortale.
La vita cambia da questo episodio, il rapporto tra madre e
figlia n’è stravolto, i genitori non reagiscono a un distacco apatico e
talvolta riottoso della ragazzina alle relazioni famigliari e sociali. La
famiglia inizia a deflagrare su stessa e poi, lentamente, la inadattabilità
vince, mostrando la inconsistenza della affettività irreale costruita da
Arlette.
Ma un trauma ben più pericoloso di un incidente quasi mortale
striscia con sorda e preoccupante viscidità tra le pagine di questo racconto:
la inadeguatezza degli adulti e la loro incapacità all’ascolto saranno fatali
nella vita di Evie.
«Continuava a svenire e rinvenire, come una creatura che in fuga da un pericolo mortale passa attraverso macchie di sole e ombre di nubi.»
La Oates con la sua prosa diretta è riuscita a gestire e a condensare
in cento pagine sottili equilibri in cui trama e sottotrama scorrono nell’
inquietudine, svelando la cedibilità dei rapporti famigliari costruiti
nell’apparenza e nella superficialità.


