Franny e Zooey di J.D. Salinger: spiritualità e crisi nella New York di Salinger

FRANNY E ZOOEY

di J.D. Salinger

Einaudi Editore, maggio 2025

Traduzione a cura di Matteo Colombo

pp. 176
€ 12,00 (cartaceo)
ebook non esistente


Non deve esistere un buon motivo per affacciarsi o rileggere un grande classico della letteratura americana del Novecento, la narrativa classica ha una vita e una natura misteriosa: affascina in ogni tempo, scuote ogni generazione, ma se vogliamo trovare un movente per aprire e immergersi in Franny e Zooey di J.D. Salinger quello è sicuramente la scelta di Einaudi di proporlo tradotto da Matteo Colombo in una nuova versione.

Avventurarsi a commentare un romanzo di uno dei più grandi scrittori americani, non appartenente per la sua unicità a nessuna corrente letteraria, è insabbiarsi volontariamente nel rischio, ma lo scopo di parlare di questo testo è solo quello di rendere omaggio a colui che lo ha scritto e creare curiosità alle nuove generazioni, proponendo un'alternativa al suo libro diventato icona letteraria, Il giovane Holden.

Chi sono Franny e Zooey? Sono due dei sette fratelli Glass, leggendaria famiglia di cui facciamo la conoscenza nei Nove racconti, e precisamente in quel racconto di sublime perfezione stilistica che è Un giorno ideale per i pescibanana. 

La trama di questo romanzo è asciutta, le ambientazioni non sono tante, ma in un arco di appena qualche giorno le interazioni tra i fratelli con la madre rendono l'assenza di trama un teatro di umanità talmente stratificato che non basterebbero svariate riletture per intercettare tutte le sfumature proposte sapientemente da Salinger. 

Prima di narrare le vicende che accadono in questo romanzo cito Antonio Coletta nel suo articolo La famiglia Glass-cronologia, poiché per comprendere meglio le tematiche di Franny e Zooey è necessario calarsi nella composizione di questa famiglia così numerosa e peculiare.

«Due genitori-Less e Bessie, attivi come coppia come Gallagher&Glass, in spettacoli di music hall e riviste fino al 1925, in Australia e in America- e sette figli, tutti protagonisti in giovanissima età dello spettacolo "Ecco un bambino eccezionale": il precoce e geniale Seymour, lo scrittore Webb Gallagher, detto Buddy; la guardiamarina Beatrice; detta Boo Boo, i gemelli, il prete Waker e il soldato Walter, detto Walt; l'attore televisivo Zachary Martin detto Zooey; e la studentessa Frances detta Franny.»

Il romanzo si compone in due parti, la prima riguarda Franny, la seconda Zooey, ma in verità è quello che accade alla ragazza al rientro dall'Università che crea disordine e subbuglio generando la narrazione della seconda parte, ambientata nella casa newyorkese della famiglia. Franny, intelligente, brillante, introspettiva, è investita da una crisi esistenziale e spirituale che riversa in famiglia suscitando la disperazione della madre, che scarica sul fratello le sue frustrazioni d'impossibilità di aiutare la figlia.

«Sono stufa di tutti questi ego, ego, ego. Del mio e di quello di tutti gli altri. Sono stufa della gente che vuole arrivare da qualche parte, fare qualcosa di notevole eccetera, essere un tipo interessante. È disgustoso, disgustoso e basta. Me ne infischio di quello che dicono.»

La parte relativa a Zooey è fulcro della trama, il ragazzo, bello, acuto, il più sensibile dei Glass, viene intrattenuto dalla madre mentre esce dalla vasca da bagno. Divisi solo da una tendina cerata, la madre, mentre fuma seduta con fare agitato una sigaretta dopo l'altra, sprigiona ogni tipo di riflessione sulla crisi della figlia e il ragazzo, in apparenza decisamente indispettito, la ascolta argomentando, a volte ironizzando e filosofeggiando, il malessere esistenziale della sorella.

«Aspirò una boccata di fumo. - Accidenti - disse - ce ne sono di cose belle al mondo. E quando dico belle intendo belle. Siamo degli idioti a svicolare sempre dalle cose. Sempre, sempre sempre lì ad annotare tutti gli accidenti che capitano al nostro piccolo schifoso io.»

La potenza letteraria del romanzo gravita su tre perni: l'ambientazione, la caratterizzazione e il tema centrale veicolato tramite la crisi di Franny, l'autenticità individuale in un mondo superficiale. 

Zooey, in mancanza del fratello scomparso, colonna della famiglia, si assume la responsabilità di fare da guida alla sorella, proponendo, teorizzando e allo stesso tempo svelando la sua sensibilità, incrinando la sua maschera controllata. 

«I fatti parlano da sé, si dice, ma i fatti che ci toccano da vicino parlano, mi pare, un lingua un po' più volgare degli altri.»

La guerra all'ipocrisia, gli interrogativi sulla spiritualità come strada percorribile per far emergere verità, l'elevarsi dalle falsità che il mondo continuamente propina, sono i temi dei monologhi costruiti per i due personaggi che, anche se creati negli anni sessanta, sono di valore attuale e fonte di grandi riflessioni.

Salinger cala il lettore in casa Glass con ferocia descrittiva; gli anni '50 e '60, decennio iconico negli Stati Uniti, in cui già il pensiero borghese si scontrava con il fermento degli intellettuali in maniera efferata, sono scenografia viva per la narrazione. Le descrizioni degli ambienti così minuziosamente delineati favoriscono la contestualizzazione e caratterizzano a loro volta il vivaio eccentrico ed intellettuale in cui ogni componente della famiglia si misura senza riserve, retorica o moralismi.

«È tutto qui il guaio di casa nostra: ci teniamo troppo le cose dentro.»

Forse non tutti sanno che Buddy Glass, il fratello che Franny tenta di raggiungere per confrontarsi sulla sua crisi, era l'alterego di J.D. Salinger. Ai tempi di questi due racconti, colto dal successo di Il giovane Holden, lo scrittore volontariamente si isolò rifugiandosi in una casa appartata a Cornish per sfuggire alle reazioni dei lettori folgorati dal romanzo. Buddy, come Salinger, è irraggiungibile, eremita, solo. 

Franny e Zooey è semplicemente un capolavoro del Novecento, un classico, che resiste alle intemperie del tempo, anzi si modella ad esse, fornendoci con costanza materiale di riflessione e insegnandoci che la vera letteratura è una risorsa intramontabile.

«Non capisco proprio a cosa serva sapere tante cose ed essere tanto intelligenti e così via, se non riuscite a essere felici.»

di Caterina Incerti