L'impossibile ritorno di Amélie Nothomb: Un viaggio, il Giappone e le sue radici
Traduzione a cura di Federica Di Lella
pp. 106
€ 17,00 (cartaceo)
L’impossibile ritorno è il nuovo romanzo di Amélie Nothomb, scrittrice che ha all’attivo più di trenta romanzi di cui alcuni autobiografici. Nel 2023, con Primo Sangue, ha vinto il premio Strega Europeo ed è da sempre molto apprezzata dai lettori italiani che hanno saputo cogliere, come fece più di trent’anni fa la casa editrice Voland, le singolari caratteristiche stilistiche e umane di questa scrittrice che, con impattante ma disarmante semplicità, racconta le forti radici con i luoghi in cui si ha vissuto e gli inscindibili legami familiari.
La scrittrice, figlia di un diplomatico belga di una della
famiglie più importanti della città, visse i primi suoi anni di vita in
Giappone; già in Tremori e stupori lei scrive: “Quitter le Japon fut pour moi un arrachement..”- “Lasciare il
Giappone fu per me uno sradicamento”. Crescere nei primi anni di formazione di
vita in un paese così affascinante nelle sue per noi occidentali complessità
deve averle lasciato, come si evince infatti ne L’impossibile ritorno,
vuoti difficilmente incolmabili.
Amélie quindi ritorna
in Giappone, prende coraggio, affronta con mille perplessità e paure questo
viaggio che sa già che la catapulterà a decifrare, attraverso tutti i sensi,
gli irrisolti del suo passato e della sua infanzia.
In compagnia di Pep la sua amica dal carattere esuberante e
poco accomodante alle stringenti leggi culturali orientali, fronteggia questo
ritorno che diventerà per lei non solo un’avventura. In un paese che a tratti
vede cambiato nelle sue modernità e avanguardie, ma che il più delle volte
riconosce grazie solo al suo precedente imprinting, le occasioni le si palesano
e fanno sì che, per lei, il viaggio divenga anche spirituale, un modo per
ritrovare sé stessa ed elaborare il lutto paterno.
«-Ti conosco da vent'anni. Ho conosciuto tuo padre. Non eravate così intimi. -È vero. È morto e lo siamo diventati ancora di più.»
La prosa diretta della scrittrice amplifica ogni tipo di
scena e accadimento, che sia quella ironica e spassosa alle terme insieme a Pep
o sia la descrizione di un sentimento più profondo e intimo, come la vista di
un tempio shintoista al tramonto.
«Chi vive un'illuminazione non prova nessun bisogno di farlo sapere agli altri e non desidera esistere.»
La forza della Nothomb è visibile e ammirabile: la sua
scrittura e le narrazioni dei suoi stati d’animo sono sinceri, genuini e,
quindi, spietatamente veri.
di Caterina Incerti


