La meravigliosa lampada di Paolo Lunare di Cristò: la vera luce svela sempre l'inganno

LA MERAVIGLIOSA LAMPADA DI PAOLO LUNARE
di Cristò 
Terrarossa Edizione, ottobre 2019

pp. 102
€ 13,00  (cartaceo)
€ 7,50 (ebook)

Quando l'incredibile e il quotidiano si fondono, quando la magia non è un elemento straordinario o fantastico, quando il sovrannaturale si insinua come elemento rilevatore di una visione realistica del mondo, allora sì, abbiamo tra le mani un'opera di realismo magico, quella corrente artistica e letteraria sbocciata tra gli anni '20 e '30, quando in Italia, autori come Italo Calvino e Dino Buzzati, regalarono ai lettori trame e storie indimenticabili. Oggi, nel panorama letterario italiano, forse uno dei più autorevoli scrittori di questa corrente è Antonio Moresco, ma scoprendo e leggendo Cristò, si ha la percezione del rispetto e della creatività nel saper coniugare tutti gli elementi di questa letteratura.

Paolo Lunare è sposato con Petra da quasi quindici anni, è innamorato di lei da quando condividevano il banco al liceo. Da tre anni dorme pochissimo, passa le sue notti in garage; per il loro anniversario le vuole regalare una lampada che generi e non simuli una luce artificiale, le vuole regalare la purezza della luce solare, una luminosità che per lei è tutto. 

«Per il resto della vita avrebbe cercato quel bagno di sole, quella luce calda e rassicurante che rendeva tutto più bello; per il resto della vita avrebbe detestato qualsiasi luce artificiale.»

Ma nelle solitudini di queste notti, omettendo per uno scopo preciso quello che cerca di costruire affinché sia una sorpresa, Paolo invece di ricreare quel fascio di luce abbacinante genera una raggio che illumina qualcosa di completamente diverso.

Un oggetto creato per errore, che inizialmente aveva uno scopo altissimo, intriso di tenerezza e devozione, porterà a galla il vero interrogativo di questo breve ma concentrato romanzo: la verità, le omissioni, le menzogne, quante definizioni per raccontare il non detto trascinato nel tempo di una coppia. In quanti modi e con quale feroce intensità, la cieca e riposta fiducia può essere tradita? 

Il passato non è mai passato e, a volte, se taciuto, diventa quasi una esistenza tangibile e ingombrante in una relazione. Petra ha omesso qualcosa di importante della sua vita con i genitori, ma anche Paolo tace e non si confida davanti a una nuova rivelazione. 

Gli oggetti magici, che per canone sono avvertiti dai protagonisti come parte naturale della realtà, esaltano una linea permanente e costante di poeticità nella narrazione; lo stile è trascinante, scandito dal fattore di attesa che il lettore prova durante gli svelamenti dei segreti che legano la coppia.

Nel 1939 Tommaso Landolfi scrisse un romanzo intitolato La pietra lunare, dopo ottant'anni Cristò, con Terrarossa Edizioni, scrive un romanzo dal titolo simile, forse un omaggio. Storie dalle trame completamente differenti, ma unite da tensione, suspense e da quelle metafore che sono tipiche di un genere che negli ultimi anni sta tornando, quasi a provare e a spiegare, attraverso la magia, quello che con la normalità non riusciamo più a controllare e analizzare. 

Di Caterina Incerti