Malditerra di Roberto Longoni: il romanzo sulla generazione inutile


MALDITERRA
Di Roberto Longoni

Arca Edizioni, Giugno 2025

pp. 364

€ 19,00 (cartaceo)
ebook non presente

Roberto Longoni, cronista della Gazzetta di Parma, pubblica con Arca Edizioni un romanzo di narrativa non di genere dal respiro generazionale. Una storia in cui diversi elementi creano una solida base narrativa; dove l'ambientazione, una località affacciata sul Golfo, e il contesto storico, quello degli anni ottanta, sono validi e suggestivi espedienti per far riemergere con grande evocazione il disagio di una generazione battezzata inutile. 

«Bucarmi le orecchie e tingermi lo scalpo è stato solo un modo per dimostrare quanto resti immune da questo mondo e dalle sue scadenze fisse. Resistere è più difficile, in un posto come questo. Mi sa che te lo sei dimenticato...»

Fabrizio, allontanatosi misteriosamente due decenni prima e trasferitosi in Bretagna, torna nel Golfo per i suoi genitori. Dopo tutto quel tempo, trova il posto cambiato, dai negozi ai marciapiedi, financo gli scogli su cui una volta sedeva in contemplazione del mare. Il passato inizia a travolgerlo, la sua infanzia, la sua adolescenza, ma soprattutto i primi anni dell'Università, tutti quei ricordi, lo sopraffanno. Troppi sbagli, troppo dolore.

Fabrizio gira un po' a vuoto per la città, cercando di acclimatarsi, e in quel peregrinare scorge in un negozio di restauro Viviana, la sua fidanzata di allora, quando era un ragazzo di vent'anni, prima che qualcosa di grave lo obbligasse a lasciare il Golfo.  

«Le avevo promesso un amore capace di vincere tutto. E invece le avevo lasciato da pagare il conto di qualcosa che non andava in me.»

Tutto riaffiora, le sensazioni di allora, la sua vita sepolta. I suoi amici, Denis, Max, con i quali sullo yatch il Sueño del padre di Raul passavano tutti insieme le estati a sbronzarsi. Il ciclo delle stagioni scandito dall'arrivo delle turiste che, puntualmente, lui con i suoi tre amici, riuscivano a portare a bordo dello yatch per passare tutta la notte a divertirsi.

«Non c'erano che due stagioni, nei nostri vent'anni: l'estate e la sua mancanza, rappresentata dai mesi del prima e del dopo.»

Viviana, ma anche Nicole, la ragazza più popolare, la più maledetta, "croce e delizia" di Raul.

«Bionda come Marilyn Monroe, ricca, il portamento di una ballerina, Nicole era la più desiderata del Golfo. Instabile, impossibile da raggiungere, era di una bellezza quasi irreale.»

Ma vi è un altro personaggio enigmatico, il ragazzo a bordo dell'Allegranza, nominato Quello della barca, di cui Fabrizio conserva ancora un nitido e indelebile ricordo.

«Mi fissò e allora per la prima volta vidi davvero i suoi occhi, tra il verde e l'azzurro: uno sguardo disarcionato dalla realtà,»

In prima persona singolare, alternando le due linee narrative, quella del presente e quella del passato, in maniera vivida, Longoni ci porta in un passato in cui la giovinezza possedeva il sapore aspro della superficialità, anni appestati dal problema dilagante dell'eroina, simbolo nefasto di una generazione troppo schiacciata dai genitori e dai nonni, di ragazzi soffocati dall'idea di diventare qualcuno e possibilmente nel minor tempo possibile.

Ma quella generazionale non è la sola tematica, vi è anche quella della fuga e del ritorno,  il confrontarsi con gli errori del passato e dei sogni perduti, ma anche l'elemento delle radici, che in questo caso sembrano più di una pianta acquatica che terrena. 

La citazione in epigrafe è quella frase di precisione chirurgica concepita da Francis Scott Fitzgerald a chiusura del romanzo "Il Grande Gatsby". Vi è, nel testo di Longoni, nella caratterizzazione diversa  per contesto dei suoi personaggi, nell'uso della prima persona in descrizione di essi, un omaggio rispettoso, voluto o meno, al grande scrittore americano. Nicole è contesa come la protagonista Daisy, così come Raul è l'ostentazione e la amoralità, nemesi di Quello della barca, cercatore, sognatore, parte poetica e suggestiva del romanzo; e Fabrizio è il narratore, partecipante e osservatore di questo episodio incastonato in un luogo marittimo, con un altro potente e incontrollabile personaggio: il mare. 

«Quella linea confina con tutte le coste del pianeta. È solo questione di tempo, perché di goccia in goccia, l'acqua di fronte a noi raggiunga anche i mari più lontani.»

Longoni alterna picchi lirici a momenti disincantati, portandoci a un finale feroce in cui ogni cosa volgerà ricomponendo, tassello dopo tassello, la ricca narrazione di questa storia.

Di Caterina Incerti