Sull'orizzonte degli eventi di Cristò: sulla linea sottile del postmedernismo


SULL'ORIZZONTE DEGLI EVENTI

Di Cristò

Terrarossa Edizioni, Marzo 2026
pp. 100
€ 13,00 (cartaceo)
€ 6,90 (ebook)

L'orizzonte è un'apparente linea separatrice che divide il visibile e il non visibile, è un archetipo poetico per antonomasia, in quanto indentifica una mobilità tra quello che è illusorio e concreto. E dopo l'orizzonte cosa appare? Nulla, o tutto, ma è indubbiamente una direttrice per un punto di non ritorno. 

È sulla metafora del titolo che lo scrittore Cristò gioca strutturando, con una meticolosa e perfetta circolarità, un romanzo breve con diverse tematiche, tutte da cercare e analizzare. 

Un libro con un'unica e apprezzata scenografia: un appartamento, prevalentemente il suo salotto, in cui la narrazione è concentrata in un arco temporale strettissimo.

Giovanni, un uomo anziano affetto da una demenza senile dai tratti simili all'Alzhemier, è intento a leggere un romanzo seduto sulla sua poltrona. L'uomo è indignato dal testo che reputa banale e pieno di cliché. Si rende però conto che, ogni volta che interrompe la lettura, la difficoltà a ricordarsi le pagine precedenti è sempre più gravosa. 

«Questo libro è una porcheria, - dice Giovanni - nessuno pensa in questa maniera così strutturata. Così letteraria. Non si può scrivere un pensiero. Un pensiero è fatto di immagini e non di parole. Figuriamoci se ha una grammatica esatta, dei punti di domanda e delle risposte così precise.»

Giovanni ormai rimasto vedovo è accudito dalla figlia Caterina. Lei gli presta le cure necessarie, lo accompagna nelle ore della giornata, gli somministra le medicine, sopporta i suoi vaneggiamenti dati dalla perdita costante della memoria. Una volta lui la confonde con la madre, altre con la moglie, e per lei il giorno e la notte diventano agonia di sofferenza e preoccupazione.

Quel giorno Giovanni riceve una visita. Inizialmente l'anziano, non riconoscendo l'uomo che sembra molto in confidenza con lui, lo reputa il marito di Caterina, e il lettore da quel momento si accorgerà presto che Giovanni non è solo un anziano affetto da una patologia grave, ma è il più grande scrittore italiano, autore di un noto best seller, e che l'uomo in visita non è solo un amico. 

L'uomo e Caterina decidono di fare un tentativo: cercare di aiutare Giovanni a portare a termine la lettura di quel libro odiato tra le sue mani, percorrere la strada verso l'orizzonte nella speranza che sia propria quella linea rivelatrice per la sua memoria, per la sua identità.

«Gli scrittori non sono che uno dei modi che il mondo ha di raccontare storie.»

Sull'orizzonte degli eventi è un romanzo che parla della perdita della identità, dell'inesorabile cammino dell'uomo verso la vecchiaia, della solitudine di sentirsi smarriti in un mondo privo di ricordi, unici riferimenti temporali che noi stessi immagazziniamo nel corso della vita. 

Si allinea con la meta-narrativa, ma vi è anche un embrione di realismo magico, perchè il romanzo in lettura diventa oggetto capace di un ipotetico ma potente incantesimo.

Pubblicato la prima volta nel 2011, sembrerebbe che già allora Cristò provasse a sperimentare quel realismo magico che poi sboccerà in libri come La lampada di Paolo Lunare, sempre edito da Terrarossa. 

Il differenziale tra la vecchia pubblicazione e quella attuale è minimo, l'autore e l'editore Giovanni Turi hanno privato il testo di note a piè di pagina, come è spiegato nella post fazione.

Per anni il mercato editoriale ha proposto romanzi di meta-narrativa, poi vi è stata una contrattura; troppo autoriali, troppo referenziali, confondendo forse la vera natura del testo, la meta-narrativa non parla dello scrittore ma del processo della narrazione e dei suoi meccanismi. Scelte editoriali tranchant che non ho mai del tutto compreso; ogni autore, in un certo punto della sua carriera ha come la necessità di scrivere romanzi del genere. 

Sull'orizzonte degli eventi è un libro fulmineo, una ricerca concentrata ed equilibrata di stili, in cui la parte emotiva, quella legata alla memoria, addensa il testo donandogli la parte di calore necessaria e vitale.

Di Caterina Incerti